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Astaroth

AstarothL'Aja 26 gennaio 2004

Utrecht 1 febbraio 2004

Amsterdam 8 febbraio 2004

 

Testi: Stefano Benni

Regia e direzione del progetto: Roberto Bacchilega

Interpreti:

Sebastiano Gentile (Astaroth)

Marika Viano

Gino Calenda Di Tavani

Barbara Summa

Silvia Terribili

Daniela Tasca (luci e trucchi)

Stefano Vaiarelli (tecnica)

Marco Fiorentini (scelta musiche)

 

Chi è Astaroth?

Un diavolo irrequieto che si trova a dover giudicare i mortali con l’ausilio delle moderne tecnologie.

Il suo compito non è sempre facile, anche perché col passare dei secoli questo compito gli è diventato sempre più pesante.

Gli spettatori colgono Astaroth in un momento un po’ particolare del suo millenario lavoro: deve giudicare e “smistare” le anime di alcune persone morte da poco durante un incidente stradale:

  • La prima anima è quella di un Uomo. Egli rappresenta il tipico materialista e arrampicatore sociale. È un personaggio meschino che pur di raggiungere il successo non si fa scrupoli di nessun tipo. Può però diventare un vigliacco qualora incontri qualcuno più forte di lui.

  • La seconda anima è quella di una Giovane Ragazza. È una figura frizzante e divertente che apparentemente è socialmente e culturalmente impegnata, ma che in realtà si comporta secondo gli slogan e gli stereotipi di un certo intellettualismo di sinistra. Scopriremo che in fondo è soprattutto attratta dalla sensualità delle star cinematografiche.

  • Il terzo personaggio che si presenta ad Astaroth è un Camionista. Egli non è una vera e propria anima, giacché non è morto, suo malgrado. Attraverso questo personaggio capiremo, infatti, che a volte la morte è più desiderabile di una vita fatta solamente di duro lavoro e frustrazioni.

  • La quarta anima è quella di una Poetessa. Figura piena di elementi satirici, carica di perversioni e di isterico arrivismo, è un po’ la parodia di un mondo letterario svuotato di contenuti e dedito solo alla forma.

  • La quinta anima è quella di una Madre. Personaggio chiave a questo punto finale della rappresentazione teatrale. Lei è testimone della metamorfosi in atto che sta interessando il diavolo Astaroth. Ancor di più, con la sua sola presenza la Madre fa sì che questo cambiamento, questa catarsi di Astaroth si compia totalmente.

A questo punto i fatti si sono compiuti e Astaroth può finalmente concludere il suo percorso, che poi corrisponde anche alla fine della rappresentazione.

 

Astaroth si pone e pone al pubblico una serie di interrogativi inquietanti: “Qual è il ruolo della giustizia?”, “Che senso ha giudicare se poi si commettono nuovi crimini che a loro volta esigono un giudizio?” e ancora “Come trovare la giusta via di mezzo per tutti coloro che non si sentono rappresentati dal concetto di bene e di male come termini assoluti?”

Nonostante la serietà di queste tematiche Astaroth e le anime che gli appaiono in attesa di giudizio, riescono a divertirci e a sorprenderci. E così la risata arriva immediata tra il pubblico, grazie alla grande ironia del testo di Benni così pieno di satira, di paradossi e di umorismo raffinato.

 

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